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BIOGRAFIA

Immagine sopra: Stefano Ughi con John Cage, New York 1975

Biografia

Alla fine degli anni 70 dopo gli studi superiori di flauto, con Marlaena Kessik, si diploma in composizione musicale elettronica, sotto la guida del Maestro Angelo Paccagnini, al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano; conosce Berio, Donatoni, Buolez e Yannis Xenakis; sperimenta la musica elettronica al conservatorio di Milano, al Centro Nazionale per le Ricerche di Pisa e all’IRCAM di Parigi.

Compone brani di musica elettronica che lo portano ad avere anche riconoscimenti internazionali come il secondo premio del concorso internazionale Russolo Pratella e la menzione della Sibelius Akatemie di Helsinki. Negli stessi anni incontra il collezionista Giuseppe Panza, figura di riferimento per la sua formazione culturale e artistica: grazie a lui conosce i massimi esponenti della pop, concettual, body, minimal e land art. Sempre con Giuseppe Panza percorre l’America alla scoperta di nuovi artisti; tra gli altri incontra J.Cage con il quale condivide la passione per il suono e J.Turrell con il quale sorvola il Painted Desert ed è tra i primi visitatori del Roden Crater.

Si laurea in architettura, come tesi su un progetto di Auditorium modulare per musica, con acustica variabile il lavoro era stato impostato in Olanda con l’aiuto dell’ Ingegnere Vietor Peutz, fondatore della Peutz & Associed a Nijmegen in Olanda.

Musicista e architetto inizia la sua carriera con la ricerca e sperimentazione di forme architettoniche fonoassorbenti fondando un’azienda la Phoneco Srl. Si dedica inoltre, anche, al controllo attivo del rumore e tra le tante soluzioni innovative brevetta una mini barriera acustica a fianco dei binari in abbinamento ad una minigonna sui carrelli ferroviari, che riceve per tale brevetto una menzione come “Best Paper of the year” delle ferrovie Giapponesi al World Cangress on Railways di Tokyo del 1999.

Contemporaneamente crea le sue prime piccole installazioni interattive pittorico scultoree, nelle quali l’espressione artistica è influenzata dall’arte povera e dal minimalismo. In questo periodo le sue opere vengono acquistate da collezionisti privati, senza entrare ancora nel circuito dei galleristi. Il suo lavoro diventa sempre più una sintesi di materia, suono e forma. Sperimenta il tridimensionale con l’uso di diversi materiali, dal ferro, all’acciaio, al legno, a volte con stratificazioni e li plasma portandoli alla loro massima tensione di curvatura.

Realizza opere sonore, in cui o l’astratto o il figurativo parlano un linguaggio primitivo; introduce in alcuni lavori soggetti fotografati in dimensioni reali, uomini, donne o dettagli della figura umana esaltando ne da un lato l’assoluta unicità, dall’altro, evidenziandone la contemporaneità del loro essere. Il colore intenso scivola sulle superficie curve, come se seguisse onde sonore; tali onde sonore dipartono, in alcune opere, dalla stessa superficie curva dell’opera mediante tonalità musicali composte dallo stesso artista; recupera colori rinascimentali e li assembla con i materiali, realizzando imponenti installazioni.

Attualmente il suo laboratorio è in aperta campagna, tra Ferrara e Modena, in provincia di Bologna, scelta dettata dalla necessità di studio della luce e del colore percepiti naturali alla fonte.  Non rinuncia però alla vita nevrotica della città, in quanto è spesso a Milano, dove risiede con la famiglia. La sua vita quindi si divide quindi a metà tra la pace e “tranquillità meditativa” della campagna e la “frenesia” della metropoli.